“L’ennesima rete di pedofilia emersa dai fatti di cronaca nelle ultime ore, ci ricorda che il valore dell’infanzia, strettamente connesso a quello supremo della vita, esige il più alto livello di tutela da parte dell’ordinamento, e dovrebbe perciò rivestire carattere di priorità assoluta rispetto ad ogni altro tema dell’agenda politica.
Eppure, tale livello non sembra rispettato, se si pensa che per tali fattispecie il codice penale considera la minore età del soggetto vittima del reato, come una mera circostanza aggravante della violenza sessuale – peraltro con una inaccettabile gradazione per fasce d’età – accordando comunque al reo ogni circostanza attenuante e altro beneficio di legge, comprese le misure alternative al carcere.
Tale previsione ci restituisce un dato fattuale vergognoso nel quale, per il reato che possiamo considerare più turpe e ignobile, il reo finisce per scontare pene irrisorie, nel contesto di un quadro sociale di aumento esponenziale del fenomeno, legato all’uso dei social.
Riteniamo che, attesa la pur residuale permanenza nel nostro ordinamento giuridico della funzione deterrente della pena, soltanto la prospettiva di un trattamento penitenziario certo e prolungato, possa limitare la commissione di fatti dell’orrore ai danni dei minori, che segnano in maniera irreversibile il futuro delle piccole vittime.
Chiediamo, quindi, che il Parlamento si faccia subito carico di un disegno di legge specifico, che preveda l’applicazione generalizzata dei più alti massimali di pena detentiva attualmente previsti per questo tipo di reato, con esclusione di qualsivoglia sconto di pena o beneficio di alcun tipo.
Ricordiamo che, in una società civile e dignitosa, nulla può contare di più della vita e dell’infanzia”, scrive in una nota sui social il movimento Indipendenza.