L’associazione nazionale EARTH per la tutela giuridica dell’ambiente e dei diritti animali, apprende con favore le dichiarazioni del sindaco di Serdiana. Ma la questione resta aperta. Non è lecito il divieto assoluto del regolamento di polizia urbana. I volontari devono poter somministrare cibo e cure alle colonie e tutti i fenomeni di violenza devono essere condannati.
Il divieto disposto dal regolamento di polizia urbana del comune di Serdiana all’art 7 comma C, lettera c), non si riferisce all’imbrattamento del suolo, ma esprime un divieto assoluto di alimentazione di tutti gli animali. Nessuna norma può vietare di nutrire gli animali delle colonie feline, registrate o meno, per questo motivo c’è stata una mobilitazione generale di associazioni, volontari e cittadini.
Abbiamo accolto con favore le dichiarazioni del sindaco Maurizio Cuccu, che tramite la stampa e i social ha reso noto che non vi è nessuna crociata contro gli animali e chi se ne occupa. Altrettanto apprezzato è l’annuncio di un regolamento di tutela del benessere animali di prossima discussione in Consiglio. Non possiamo poi che condannare ogni espressione minacciosa o ingiuriosa che riguardi chiunque, dal primo cittadino, all’ultimo dei volontari. Perché, è bene ricordarlo, nemmeno i volontari devono subire minacce, insulti e ritorsioni. E ancora ci chiediamo: come faranno a nutrire gli animali senza incorrere in una sanzione?
Colonie feline e volontari. I paradossi dell’ignoranza e della disinformazione
Sono purtroppo estremamente diffuse idee assurde che riguardano le colonie feline, dovute alle scarse o errate informazioni.
1) Occuparsi di colonie feline non è un passatempo per donne sole e annoiate. L’attività dei volontari non è un hobby, ma un impegno gravoso a livello economico, emotivo e in termini di tempo: non esistono feste, riposo e malattia. Questo sacrificio quotidiano merita tutto il rispetto e il sostegno da parte delle amministrazioni e della cittadinanza;
2) I gatti che vivono liberi non devono essere rinchiusi in qualche struttura, non sono nemmeno “gatti abbandonati che i volontari si devono portare a casa”. Sono di proprietà del Comune e NON possono essere spostati in quanto è ancora la legge a sancire la territorialità delle colonie feline quale caratteristica etologica del gatto, riconoscendo la necessità, anch’essa tutelata, di avere un riferimento territoriale dove svolgere le funzioni vitali (cibo, rapporti sociali, cure, riposo);
3) Sono tutelati dalla legge tutti gli esemplari a prescindere dalla registrazione, avvenuta o meno, della colonia;
4) Le operazioni di cattura per sterilizzazioni e cure veterinarie, nonchè la somministrazione dei farmaci e antiparassitari (questa è la vera attenzione al decoro e all’igiene), sono attività estremamente complesse che possono richiedere molte giornate se non settimane, per gli esemplari non abituati al contatto umano.
“Siamo fortemente preoccupati per il clima di intolleranza e confusione che regna sulla questione – conclude Leila Delle Case referente territoriale dell’associazione EARTH -. I volontari del posto, ci risulta ricevano minacce e ritorsioni. Ci riferiscono, nonostante sia considerato reato di maltrattamento, che alcuni individui abbiano fatto sparire ciotole appena posizionate impedendo agli animali di alimentarsi. Sono anche stati segnalati casi di sospetto avvelenamento, un reato gravissimo che richiede l’attivazione di un iter previsto dall’ordinanza ministeriale sulle norme riguardanti i divieti di utilizzo di esche avvelenate, con obblighi precisi per sindaco, asl e veterinari, ma non sappiamo se i corpi siano stati recuperati per gli accertamenti.
Avvelenamenti, sevizie, i casi come il gatto bruciato vivo e il cane impiccato tra Dolianova e Serdiana nei giorni scorsi, sono segnali di una violenza fuori controllo. Questo sì, dovrebbe essere oggetto di interventi mirati ed urgenti”.